BOLOGNA - (Collegio medici bolognesi) FARMACOPEA
Antidotarium collegii medicorum Bononiensis editum anno 1770.
In 4to (cm. 26.5), legatura ottocentesca in mezza pelle con titolo e fregi dorati al dorso, piatti in carta marmor., fresco esemplare pulito e margionoso, quasi in barbe. Vignetta inc. sul front., pp. (12, di cui 6 bb.), 507, (1), LX pp., con una tav. a stampa ripiegata f.t. Opera importante, divisa in due parti: una dedicata ai rimedi galenici, l'altra a quelli chimici. Segue, con paginazione propria e non presente in tutti gli esemplari, l'Index virium et usum medicamentorum quae in Antidotarium Bononiensis describuntur. A Bologna, i medici erano riuniti in corporazione nel Collegio di medicina e arti sin dal Trecento; un Protomedicato - una speciale commissione costituita da un priore e due protomedici, eletti con frequenza bimestrale - vigilava sulle farmacie, controllando periodicamente i loro ricettari e il listino dei prezzi, e compilando un antidotario: ai trasgressori venivano comminate sanzioni e multe. Questo sistema decollò alla metà del Cinquecento grazie a un protomedico d'eccezionale levatura, Ulisse Aldrovandi, che contribuì tra l'altro a far istituire la cattedra di farmacologia e a far pubblicare a Bologna il primo antidotario a stampa (1574). I compiti del Protomedicato avevano trovato definitiva sistemazione in un "manuale" ad uso dei protomedici intitolato Pro recta administratione protomedicatus stampato per la prima volta a Bologna nel 1650. Nel primo antidotario del 1574, la teriaca confezionata a Bologna contava 61 ingredienti e 2 eccipienti. A dare maggiore garanzia di autenticità e di efficacia del farmaco, i vasi che lo contenevano venivano sigillati con una carta apposta sulla quale era stampata, in bei caratteri ornati, la dicitura: "Teriaca fabbricata pubblicamente dal Collegio degli Speziali, alla presenza dell'almo Collegio medico, nel pubblico Archiginnasio di Bologna". Nell'antidotario del 1783 la troviamo ancora scritta a pieno diritto. I componenti erano ancora 61 più gli eccipienti, e la composizione rimase pressoché invariata per tutto l'Ottocento. Canterzani, 259: "Correttissima e rara ristampa dell'Antidotario Bolognese [...]. La presente edizione decantasi e tiensi per singolare in ordine a correzione tipografica [...]. Ne fu data anche di questa la cura al Ch. Dott. Gaetano Monti, che l'arricchì di nuove ricette [...]. Acciocché l'esemplare sia completo non deve mancare in fine l'indice delle facoltà dei rimedi e delle preparazioni chimiche [...], il quale indice ha propria numerazione di pagine". Frati, 6052.
Bononiae, apud Laelium a Vulpe instituti scientiarum typographum s.d. [ 1771 ]
€ 1.000,00