Rambaldi Rare Books

  • Scheda libro

    • BRASAVOLA, ANTONIO MUSA (Ferrara 1500-1550)

       

      Examen omnium Syruporum, quorum publicus usus est ... cum indice.

       

      In 8vo (cm 14,5), legatura settecentesca in mezza pelle con angoli (piatti lisi), dorso con filetti e titolo in oro, tagli colorati a spruzzo, un alone all'angolo superiore del volume, ancora discreto esempi.. Frontespizio con marca tipografica, pp. 232, (6, e 2 bb. orig.). Edizione contemporanea alla prima (Venezia, Bindoni & Pasini) di quest'opera del ferrarese Antonio Musa Brasavola dedicata a Eleonora d'Este. Dopo gli studi a Bologna e Padova - dove ebbe tra i suoi insegnanti Niccolò Leoniceno - Brasavola ritornò a Ferrara con l'intento di esercitare la professione, e lì strinse amicizia col duca Alfonso I, che era interessato alla farmacologia, e su invito di quest'ultimo pubblicò un trattato sugli impiastri, unguenti e trochisci. Dopo la morte del del duca Alfonso diviene archiatra del figlio di lui Ercole II; scrisse un trattato sui colliri e presentò innovative dissertazioni farmacologiche sui limoni e sull'aceto, usando tra i primi il Guaiaco nella cura della sifilide, conoscendo ed e utilizzando anche l'oppio, la china, la coca, lo stramonio, l'atropa. In seguito divenne medico presso Francesco I, Carlo V, Enrico VIII e papa Paolo III, ebbe tra i suoi discepoli Gabriele Falloppio. Ha il merito di aver per primo separato la botanica dalla medicina, facendone due scienze distinte. Nella sua città raccolse una vera e propria collezione di droghe vegetali provenienti da tutto il mondo, dedicandosi allo sviluppo dell'orto botanico. In suo onore venne battezzato col nome di Brassavola un genere di orchidacee dell'America Centrale e Meridionale. Basato sulla esperienza professionale, questo importante trattato si occupa della composizione e dei metodi di preparazione degli sciroppi. Tra i temi approfonditi dal Brasavola vi sono la causa dell'azione dei purganti, il tentativo di ottenere oro dallo sterco, il rabarbaro fra le piante antiche purganti e questioni di astronomia. Strutturato come un dialogo tra Brasavola stesso e un vecchio pharmacopola, il trattato è ricco di riferimenti alla tradizione classica e ai metodi invalsi nella preparazione dei farmaci (ad es. afferma che «per ebullitionem, simplicium vires excitantur, et melius in liquore in quo decoquuntur, sua vires imprimunt»), nonché di indicazioni concrete e ricette. Troviamo ad esempio la ricetta dello sciroppo eupatorio, un coleretico utilizzato sin dal I sec. a.C. per curare le malattie del fegato. Esso è composto da circa una ventina di ingredienti vegetali (tra cui finocchio, indivia, liquirizia, assenzio, rosa, capelvenere e anice), otto libbre d'acqua, quattro di zucchero; messo a bollire, lo sciroppo è pronto quando consuma un terzo del liquido. Per la biografia del B. crf. Lorenzo Barotti, Memorie istoriche di letterati ferraresi, II, Ferrara, per gli Eredi di Giuseppe Rinaldi, 1793, pp. 108-128. Adams B2693; Durling 685.

       

      Lione, Jean & François Frellon 1540

       

      € 1.400,00


     

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