DUCHESNE, JOSEPH, detto QUERCETANO (1546-1609)
Pharmacopea dogmaticorum restituta. Pretiosis selectisque hermeticorum floribus abunde illustrata.
In 4to (cm 23), cartone rustico settecentesco con nervetti passanti e titolo manoscritto al dorso, lieve restauro all'angolo superiore destro del frontesp., all'interno fresco esemplare ben conservato. Pp. (24), 269, 3 bb, l'ultima carta bianca originale con antiche operazioni di conto ms. al verso. Prima edizione edita in Italia (terza assoluta, ci sono 2 ediz. nell' anno precedente, la prima forse è quella parigina di Morel) di questa opera di interesse alchemico, forse la più nota di questo prolifico e celebre autore (1544-1609), chimico ed alchimista, seguace di Paracelso e medico di Enrico IV. La sua Pharmacopea - che fu tradotta anche in italiano con il titolo Le ricchezze della riformata farmacopea del Sign. Giuseppe Quercetano e pubblicata varie volte a Venezia: 1619, 1638, 1646, 1655, 1665, 1677, 1684 - contiene una infinità di ricette spesso molto fantasiose (la gratiosissima preparatione a base di crani umani freschi, il decotto per aiutare la generatione a base di testicoli di castrato e natura di lepre ecc.) che potrebbero far pensare a un ritorno alla polifarmacia araba. Ma proprio per il fatto di aver sposato le teorie paracelsiane, in realtà pone al centro delle sue preparazioni i nuovi metodi di "estrazione dei principi attivi", ed in particolare la distillazione. Enumera 120 acque distillate per la cura delle più svariate patologie e le distingue a seconda del fatto che siano rivolte a ricchi o poveri scegliendo di conseguenza dei componenti più o meno costosi. Tratta in maniera approfondita i purganti, che divide in piacevoli (ad es. manna), moderati (ad. es. rabarbaro, aloe, senna) e violenti (ad es. elleboro). È ricordato per l'ideazione del famoso Laudano, una preparazione liquida aromatizzata a base di oppio e quindi di morfina, che è rimasto in uso fino a non molti anni fa. Famosa, o famigerata, la sua ricetta della teriaca, che conteneva più di cento ingredienti. DSB IV, 210: "There is little question that Duchesne's most popular work was the Pharmacopea ... (Paris 1607)". Ferguson, I, 235: "He accepted the philosopher's stone and transmutation (...), believed in signatures (...). As a chemist, he had a training which none of the school physicians obtained, he did his best (...) to sobstitute chemical remedies". Krivatsy n. 3448; non in Duveen, Bibl. Alchemica; non in V. Verginelli, Bibl. Hermetica; Faggin, Palagio degli Incanti, p. 68 in nota.
Venezia , Ioannem Antonium & Iacobum de Franciscis 1608
€ 1.400,00