BLACKWOOD, ADAM
De Vinculo seu conjunctione Religionis et Imperii, Libri Duo, [...] Ad illustrissimam serenissimamque principem D. Mariam Scotiae Reginam et Galliae Dotariam.
8vo (cm 16), legatura in mezza pergamena con titolo manoscritto sul dorso, piatti in cartoncino rustico settecentesco; all'interno alcune bruniture per la qualità della carta, lievi aloni perlopiù al margine inferiore delle ultime cc., peraltro discreto esemplare. Testo in car. rotondo, cc. (4), 107, (1 bianca orig.). Prima edizione molto rara di quest'opera dello scozzese Adam Blackwood (1539-1613). Dopo aver studiato a Parigi, divenne un protetto della regina scozzese Maria Stuarda. Il trattato 'De vinculo' è il suo primo scritto politico: in esso, Blackwood argomenta la necessità della religione per il mantenimento dell'ordine politico, ma anche la sua sottomissione al potere monarchico, proveniente - secondo la sua ipotesi - direttamente da Dio e unica fonte del diritto. Sei anni più tardi uscì il suo polemico 'Pro regibus apologia', una confutazione del 'De jure regni apud Scotos' di George Buchanan, dove B. sviluppava la sua idea di monarchia come principio di unità e coesione, necessaria all'esistenza del corpo politico. In entrambi i citati lavori Blackwood mette in campo un ampio numero di argomentazioni filosofiche e legali, con l'unico intento dichiarato di voler raggiungere scopi di pace; tuttavia, l'esecuzione capitale di Maria Stuarda nel 1587 lo pose in netto contrasto con Elisabetta I, contro la quale non usò certo toni pacifici. Graesse I, 434; Adams B-2094, apparentemente nessun altro esemplare censito su KVK.
Paris, apud Michaelem de Roigny, 1575
€ 1.200,00