SCILLA, AGOSTINO
De corporibus marinis lapidescentibus quae defossa reperiuntur addita dissertazione Fabii Columnae de Glossopetris.
4to (cm 27.5), mezza pelle nera con angoli, piatti ricop. da carta decor., titolo su tassello, un alone al margine superiore del vol., peraltro discreto es. Antiporta allegorica incisa in rame, vignetta incisa al frontesp., pp. (6), 82, (6) con 31 tavv. f.t. (la num. XI e la num. XXIII sono ‘bis’, ed una tavola non num. è inserita tra il testo) ben incise in rame a piena pag. in fine illustranti fossili, coralli, denti e ossi di pesci. Celebre opera sui fossili marini, già pubblicata dall’autore in italiano nel 1670 e tradotta nel 1747 in latino riscuotendo un grande successo testimoniato dalle varie riedizioni. Lo Scilla (Messina 1639 - Roma 1700) dopo aver studiato nella città nativa, si trasferì a Roma dove divenne pittore naturalista; ritornato poi a Messina entrò a far parte della locale Accademia della Fucina, intraprendendo studi di numismatica ed iniziando a collezionare i fossili e i coralli che aveva osservato durante i suoi viaggi in Sicilia, in Calabria ed a Malta dove era stato chiamato a dipingere. Convinto che i fossili fossero di origine animale, egli cercò di dimostrarlo tramite la relativa comparazione con gli animali viventi. Ceresoli, 476; Nissen ZBI 3780; Cole 765.
Roma, Venanzio Monaldini, ex Typogr. Joannis Zempel 1759
€ 950,00