LEONARDO DA VINCI
Trattato della pittura di Lionardo da Vinci tratto da un codice della Biblioteca Vaticana e dedicato alla maestà di Luigi XVIII re di Francia e di Navarra. – Disegni che illustrano l’opera del Trattato della pittura di Lionardo da Vinci tratti fedelmente dagli originali del Codice Vaticano.
Due volumi in 4to (cm 29.5 e cm 33.5), brossura originale con titolo a stampa, entrambi con barbe. Dorsi lacunosi, segni d’uso alle copertine, ma internamente entrambi molto puliti (solo un alone alle prime 2 cc. delle tav.). Ritratto di Leonardo inciso da Giov. Canti all’antiporta del vol. di tav., testo di pp. 511, (1); cc. (3), XXII di tavv. illustrate con varie incisioni. Questa è la prima edizione che contiene l’intero Codice Vaticano Urbinate 1270, la compilazione più completa dei precetti sulla pittura di Leonardo compilata dal suo allievo Francesco Melzi. Esso è composto da 944 capitoli ripresi direttamente da 18 manoscritti di Leonardo elencati alla fine dell’opera e in buona parte andati perduti. Il Codice venne alla luce tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, come dimostra la corrispondenza fra il bibliotecario della Vaticana Gaetano Luigi Marini ed il pittore milanese Giuseppe Bossi, che ne capì l’importanza e si adoperò per pubblicarlo, riprova ne è la lettera che inviò al Vicerè d’Italia nel 1811. La sua prematura scomparsa avvenuta nel 1815 non permise la realizzazione dell’opera che fu realizzata appunto da Guglielmo Manzi, nel 1817. Per la prima volta, quindi, è stata usata una fonte più vicina a Leonardo rispetto alle copie manoscritte abbreviate. Ci troviamo di fronte ad una compilazione di gran lunga più ampia rispetto a quella adoperata per l’editio princeps del 1651. Cinque libri interamente nuovi: il primo, la spontanea e temperata comparazione delle arti di Leonardo che Manzi chiamò “Paragone” (“Paragone di pittura, poesia, musica e scultura”), il quinto “Dell’ombra e lume e della prospettiva”, il sesto “Degli alberi e verdure”, il settimo “Della natura delli nuvoli”, l’ottavo “Dell’orizzonte”, ad eccezione di un capitolo. Benchè Max Jordan, nel suo studio Das Malerbuch des Lionardo Da Vinci (Leipzig, 1873), abbia evidenziato varii errori nell’edizione del Manzi, (e così pure anche il Pedretti ed il Vecce), nondimeno essa mantiene la sua importanza come prima edizione di un nuovo e completo tipo rispetto alle versioni abbreviate. Purtroppo il testo fu pubblicato senza numerazione di capitoli, ciò che lo rende di difficile consultazione, e probabilmente per questa ragione la pubblicazione del Manzi non ebbe la diffusione che ci si poteva aspettare. (M.V. Guffanti, in ‘Leonardo: dagli studi di proporzioni al Trattato della Pittura’, Milano 2007, pp. 172/174). Cicognara n. 237; Verga I, n. 21 e 22, Pedretti, Vecce 1995, pp. 109-110.
Roma, De Romanis 1817
€ 1.000,00