CROLL, OSWALD
Basilica Chymica continens Philosophicam propriam laborum experientiam confirmatam descriptionem et usum remediorum chymicorum.
4to (cm 21.5), tre parti in un volume in leg. con antica pergamena rimontata recentemente, tit. in oro entro tassello di marocchino rosso al dorso, tagli blu, copia brunita con fioriture e qq. alone di umidità, front. macchiato e con segni d'usura, riparo al marg. sup. delle prime 5 cc., ultima carta molto macchiata, copia da studio. Bel front. inciso da Aegidius Sadeler, vignetta con emblema xil. alla seconda parte. Pp. (16), 283, (25); (16), 80, (16); 24. Ristampa non datata (la data 1622 si ricava dal 'Privilegium') della prima edizione di quest'opera alchemica. Il testo è suddiviso in: 1) "Prefatio admonitoria", dove Croll discute le teorie di Paracelso; 2) la "Basilica" vera e propria, dove sono descritte ricette e rimedi; 3) il trattatello "De signaturis", che contiene alla fine una tavola estremamente utile con i simboli impiegati all'epoca per la rappresentazione delle sostanze chimiche, le pietre e i minerali. Al termine, un'elegia di H. Bollinger intitolata "De vera antiqua philosophica medicina". «The "Basilica chymica" became the standard scientific work of iatrochemistry. In sharp contrast with Paracelsus' vagueness, Crollius describes in detail the individual preparations, their composition, and their application. This explains why the book became such a great success, running to many editions and occasionning many commentaries» (Ferguson). Duveen p. 150, Ferguson I, 185, Rosenthal Magica n. 245.
Frankfurt, Gottfried Tampach, 1611, [1622].
€ 1.750,00