RUBENS, PETER PAUL
Palazzi moderni di Genova raccolti e designati da Pietro Paolo Rubens. In Anversa presso Giacomo Meursio, 1652. (Unito a:) Palazzi Antichi di Genova ... di P. P. Rubens.
Folio grande (cm 44), due parti (gli 'Antichi' rileg. dopo i 'Moderni') in un volume in legatura coeva in p. pelle con filetti in oro ai piatti, dorso a nervi con titolo e fr. in oro (cerniere ed angoli abilmente restaurati nell'ottocento). Bruniture e fioriture diffuse per la qualità della carta, le tavole dei 'Palazzi moderni' con i margini originariamente estesi per permetterne la rilegatura in modo uniforme alla parte dei 'Palazzi antichi', frontep. foderato, con rest. margin. in basso. Due frontespizi, ognuno con grande vignetta incisa in rame da Corn. Galle da un sogg. di Rubens. Pt. Moderni: pp. (4) con 67 tavole (anche doppie); Pt. Antichi : pp. (2), con 72 tavole. Seconda edizione (la prima dopo la morte del pittore) dell'opera sui palazzi genovesi composta da Rubens durante il suo periodo italiano; si tratta di una raccolta omogenea di rilievi sulle ville e i palazzi della città. Pittore di corte di Vincenzo Gonzaga a Mantova, e diplomatico in Spagna sia per i Gonzaga che per gli Spinola, Rubens fu più volte nel capoluogo ligure, anche se l'occasione per approfondire lo studio delle principali architetture della città fu nel 1607, durante un soggiorno estivo del duca Vincenzo a Genova. Rubens pubblicò la prima volta (1622) il volume sui palazzi antichi a proprie spese, i palazzi furono rappresentati con le lettere dell'alfabeto dalla A alla K e solo due con meno tavole hanno l'indicazione dei proprietari (Palazzo Tursi e Palazzo Pallavicino Cambiaso). Per la seconda edizione fu scelto il criterio di pubblicare tutti gli altri palazzi in una successione numerica che non privilegia né la supposta datazione storica, né comuni caratteri stilistici, ma riporta il nome dei proprietari contemporanei. Il libro ebbe varie vicissitudini, tanto che oggi risultano esservi addirittura due "prime edizioni", la cui storia risulta ancora controversa. Il Meurs, nell'edizione del 1652 sistemò le tavole sotto due frontespizi distinti "Palazzi antichi" per la prima parte e "Palazzi moderni" per la seconda. Mario Labò scrive: "Come si sia procurato, il Rubens, il materiale per il libro, come abbia raccolto tutti questi disegni, è stato finora un mistero. Dentro certi limiti, nella sua prefazione, egli avvia ad una risposta dichiarando di avere raccolti i disegni 'in Genova con qualche fatica e spesa et alcun buon riscontro di potersi prevalere in parte delle altrui fatiche'. Andrebbe inteso che qualcosa disegnò, qualche cosa fece disegnare, ed inoltre poté servirsi di disegni già pronti [...]; egli venne in Italia con Deodatvan der Mont, di quattro anni più giovane di lui, suo allievo in pittura, ed abile nel disegno architettonico [...] i disegni sono poveri, di grafia arida, ma di stile sicuro [...]. Molti disegni portano istruzioni, suggerimenti che l'incisore utilizzò, accentuando con abili punteggiature e tratteggi il chiaroscuro, e la diversità dei materiali ... Nelle diciture abbondano le forme dialettali genovesi [...]. Evidentemente, mentre era a Genova, egli scelse i palazzi, assoldò i disegnatori, e diede loro gli ordini perché potessero mandargli i disegni in Fiandra". Fowler 227 nota che "most authorities agree that the second series of plates was not the work of Rubens". Cicognara, n. 4084; Berlin Kat 2657 (1° ed. 1622); UCBA II, 1787.
Anversa, Meursio 1652
€ 11.000,00