CONTARINI, GASPARE
De elementis et eorum mixtionibus libri quinque ...
8vo (cm 16), solida pelle marmorizzata settecentesca, dorso a 5 nervi con tassello e fregi in oro agli scomparti, tagli rossi, ottimo esemplare, pulito internamente. Marca al frontespizio, testo impresso in minuto carattere corsivo, cc. (8 prel.), (8), 9 – 119 ed 1 bianca originale in fine. Alcune cc. bianche rilegate in fine al vol.. Prima edizione di quest’opera filosofica, benchè concernente fenomeni fisici, scritta tra il 1530 ed il 1535, quando l’Aut. era al servizio della Repubblica Serenissima di Venezia. Il testo lascia intuire che il C. fosse piuttosto conservatore in tema di dibattito scientifico, e risulta da un’opera minore dello stesso periodo come egli avversasse la teoria degli epicicli, definendola ‘deformità’, e la teoria del moto planetario che ne è il fondamento; quasi un contrappasso alla luce del fatto che Copernico fu suo allievo a Padova. “Contarini ... è quasi ignoto come cultore di studi filosofici; il poco che egli ci ha lasciato rivela un intuito speculativo di prim'ordine, dal quale molto il pensiero cristiano avrebbe potuto ottenere, se il nobile veneziano si fosse dato agli studi ... (egli) si formò una cultura filosofica varia e mantenne una grande indipendenza di giudizio” (Studi sul Rinascimento, Napoli, Giannini, 1973, p. 300). La pres. op. fu edita a Parigi da Nicolas Le Riche (Nicolaus Dives), che Renouard negli Annali aldini (pp. 415/416) censì tra gli imitatori dell’officina aldina, per l’uso dell’ancora come insegna tipografica, e del carattere corsivo; curiosamente pochi anni più tardi (nel 1557) Paolo Manuzio si prese una piccola ‘licenza’ piratando la presente opera, traducendola in italiano, e gabellandola per opera sua (Renouard 170.4) col titolo di ‘De gli elementi, e di molti loro notabili effetti’. Adams C-2563. Duveen Alchemica p. 143/4 (la 2° ed. del 1564); Ferguson I, 176/7.
Lutetiae Parisiorum ( Paris ), per Nicolaum Divitem 1548
€ 1.400,00