KEPLER, JOHANNES
Tabulae Rudolphinae, Quibus Astronomicae Scientiae, Temporum longinquitate collapsae Restauratio continetur; A Phoenice illo Astronomorum Tychone, Ex illustri & Generosa Braheorum in Regno Daniae familia oriundo Equite...
Folio (cm 35), bella leg. coeva in p. pelle marrone con filetti in oro ad incorniciare i piatti, dorso a 6 nervi con titolo e decor. in oro ripetuta agli scomparti, qq. lieve brunit., genuino e pulito esemplare ad ampi margini (rinforzo al margine int. del front.). Testo principalmente su due colonne, numerosi diagrammi, la 2° parte composta da tavole numeriche, testatine e finalini xil. Pp. (16), 120, 121-128; 119, (1b). Manca il frontespizio inciso e la carta del mondo, quest'ultima presente in pochi esemplari poiché aggiunta dopo la pubblicazione. Prima edizione dell'ultimo lavoro di Keplero apparso a stampa con l'autore in vita. Vertice della astronomia pratica di Keplero, le 'tabulae' completarono il monumentale lavoro incompiuto di Tycho Brahe, ampliando, grazie all'applicazione dei logaritmi di Napier, il numero di stelle da 777 a 1005. Keplero aggiunse poi una lista di città con le coordinate della longitudine misurata sul meridiano di riferimento dell'osservatorio danese di Uraniborg dove operava Brahe. Quest'opera divenne lo strumento fondamentale per lo studio dei cieli, ed ebbe un ruolo molto importante anche nell'elaborazione del sistema eliocentrico copernicano. Se ne conoscono molte edizioni che testimoniano del suo successo, anche se le prime copie non godettero immediatamente del favore del pubblico, forse per l'uso dei logaritmi. Keplero fece così aggiungere un supplemento di 4 pagine intitolato 'Sportula', in cui spiegava come applicare le sue tavole ai calcoli astronomici. Dopo la morte di Keplero nel 1630 fu aggiunta una grande mappa del mondo (oggi estremamente rara), incisa da Philip Eckebrecht. Caspar 79; Norman 1028; Houzaeu e Lancaster 12754.
Ulm, Johannes Saurii 1627
€ 16.000,00