Rambaldi Rare Books

  • Scheda libro

    • BARGAGLI, GIROLAMO

       

      Dialogo de' giuochi che nelle vegghie sanesi si vsano di fare. Del Materiale Intronato.

       

      4to (cm 22), leg. coeva in p. perg. floscia, dorso abilmente restaurato con tit. ms., fioriture diffuse, sottolineature e sporadiche notazioni a penna coeve. Frontespizio con ampia vignetta xilografica raffigurante lo stemma dell'Accademia degl'Intronati, grandi capilettera abitati e figurati incisi in legno, marca tipografica in fine volume. Pp. 223, (1). Prima edizione, certamente una delle opere più fortunate dell'Aut. (1537-1586), poeta e commediografo legato all'Accademia degli Intronati, e pubblicata senza la revisione dell'autore, perché questi datosi "tutto all'avvocazione e al foro e non stimando più quest'opera per sua, non ha potuto né voluto porvi più il pensiero, non che la mano". Nella dedica a Isabella Orsini l'autore lamenta la scomparsa di certe belle usanze accademiche, quali appunto le "vegghie" (cioè le "veglie" di carnevale) del titolo, qui rievocate all'interno dello schema tipicamente platonico e cinquecentesco del dialogo, con chiari riferimenti al 'Cortegiano' di Castiglione o agli 'Asolani' del Bembo: gli interlocutori, in questo caso, sono un gruppo di giovani Intronati riuniti intorno a Marcantonio Piccolomini, detto il Sodo, che rappresenta la vecchia generazione dei letterati senesi. La materia di cui discutono è il gioco, definito "festevole azione d'una lieta e amorosa brigata, dove sopra una piacevole e ingegnosa proposta fatta da uno come autore e guida di tale azione, tutti gli altri facciano o dicano alcuna cosa l'un dall'altro diversamente, e questo a fine di diletto e di intertenimento". A questa definizione di "gioco di società" segue una fondamentale distinzione dei giochi (di spirito, d'ingegno, di scherzo e di piacevolezza) con il loro catalogo accompagnato da una minuta descrizione, ma condizionato da una specie di "indice de' giuochi proibiti", in cui sono riprovati quelli di scoperta "sucidezza"e soprattutto quei giochi con figure di frati e di monache dai quali è inevitabile che "un certo dispregio de' religiosi non nasca". Nella seconda parte l'elencazione dei giochi si intreccia con una serie di aneddoti relativi a coloro che frequentavano tali veglie. In totale sono descritti 129 giochi con le loro varianti; interessante anche il riferimento ai tarocchi di p. 77. Edit16 CNCE 4195; BMC STC it. p. 426; Adams B-198 (scompl.). IA 113.019; Gamba 1237; Rosenthal, BMP, 7056 (ed. 1592); Kaplan, Encyclopedia of Tarot I, 30; Graesse I p. 292; Brunet II 666: "ouvrage singulier".

       

      In Siena, per Luca Bonetti 1572

       

      € 1.800,00


     

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